BUONA PRATICA AGRICOLA

Azienda agricola Mancini

La Buona Pratica Agricola (BPA) o Good Agriculture Practices (GAP) è un insieme di regole per una gestione ecocompatibile delle attività agricole, utilizzando le migliori tecniche agronomiche ed applicando norme di autoregolamentazione lungo tutta la filiera, al fine di ottenere un prodotto di qualità. L’articolo 28 del Reg (CE) 1750/1999 ne definisce le regole come “l’insieme dei metodi colturali che un agricoltore diligente impiegherebbe nella regione interessata” e tali criteri sono stati recepiti dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali con DM del 19 aprile 1999 (G.U. n. 102 S.O. n. 86 del 4 maggio 1999), fornendo la base per l’elaborazione di codici mirati ad esigenze regionali o locali o aziendali.

L’azienda agricola Mancini ha da sempre condotto i propri campi con l’impostazione di un agricoltore “diligente”. Ma, da quando ha deciso di trasformare il proprio grano in pasta, diventando un pastificio agricolo, ha fatto di questa “diligenza” il filo conduttore di tutta la sua produzione, puntato sistematicamente alla razionalizzazione di tutti gli interventi agronomici, in direzione del miglioramento qualitativo, prima, e produttivo, poi. E tale obiettivo non può prescindere dal pieno rispetto dell’ambiente in cui opera, inteso nel suo complesso: terreno, acqua, aria, vegetazione e fauna, in direzione di una reale sostenibilità – ambientale, economica e sociale - della produzione.

Gli elementi colturali da tenere in considerazione per l’applicazione della BPA sono di seguito sintetizzati.

Il terreno e le lavorazioni.
Conosciamo i nostri terreni, le loro caratteristiche fisico-chimiche, la loro fertilità, la loro rispondenza alle diverse colture ed effettuiamo tutte le lavorazioni rispettando tali caratteristiche, tenendo conto dell’andamento colturale e dell’avvicendamento delle colture, effettuando interventi tempestivi e privilegiando quelli di tipo conservativo che mantengano la fertilità del terreno e riducano il consumo energetico.

L’avvicendamento delle colture.
Solo alternando le colture consentiamo di mantenere/migliorare la fertilità del terreno, favoriamo l’aumento di produzione e qualità, riduciamo l’impatto ambientale. Seminiamo il nostro grano duro dopo colture da rinnovo (girasole, ortaggi) o colture miglioratrici (erba medica, trifoglio, favino, pisello).

La semente e la scelta della varietà.
Usiamo soltanto semente certificata e scegliamo le varietà che meglio rispondono ai nostri obiettivi di qualità pastificatoria e che meglio si adattano alle condizioni pedo-climatiche dei nostri campi, garantendo una produzione economicamente sostenibile.

La semina (epoca, dose e modalità).
Seminiamo nel periodo più idoneo le giuste quantità di seme per ogni varietà in funzione delle condizioni di ogni specifico appezzamento e in relazione alle esigenze organizzative aziendali, utilizzando le attrezzature più adatte ad ogni situazione.

La fertilizzazione.
Pianifichiamo quantità e tempi di apporto degli elementi nutritivi necessari al grano duro in funzione di numerosi fattori (coltura precedente, tipo di terreno e di lavorazione, epoca di semina, varietà, andamento climatico), nel rispetto delle norme di sostenibilità ambientale.

Il controllo delle erbe infestanti.
Lo sviluppo delle malerbe deve essere contenuto al minimo, per evitare la competizione con il grano e già a partire dalle lavorazioni del terreno, dalle condizioni del letto di semina, dalla densità, profondità e modalità di semina è possibile fare molto. Ricorriamo ogni qualvolta possibile alla strigliatura meccanica. Interveniamo con il diserbo chimico in funzione della effettiva presenza delle infestanti nella coltura (tipologia e quantità), utilizzando i prodotti più idonei, nei modi e nei quantitativi previsti dal Piano Nazionale di Attuazione dell’uso sostenibile dei fitofarmaci (PAN).

La difesa dalle malattie.
Una coltura sana permette di ottenere il miglior potenziale produttivo e qualitativo e un prodotto giusto sotto il profilo igienico-sanitario. L’uso di pratiche agronomiche corrette e la scelta di varietà tolleranti/resistenti è il primo passo. Se queste azioni non sono sufficienti perché il rischio aumenta oltre la soglia di intervento, effettuiamo trattamenti di difesa scegliendo il prodotto/i prodotti adatti, nei modi e nei quantitativi previsti dal PAN.

La raccolta e la conservazione.
Seguiamo le nostre colture fino alla maturazione e programmiamo la raccolta quanto la granella ha raggiunto il grado di umidità idoneo alla conservazione. Stocchiamo il nostro grano in silos-bag, che consentono la conservazione senza necessità di trattamenti chimici, grazie alla produzione naturale di anidride carbonica da parte della granella.